Parto sì, ma dove vado? Parto a domicilio!

Se la gravidanza è fisiologica e i duemila esami prescritti vanno bene, la donna, per il parto, può scegliere un luogo alternativo all’ospedale.

Udite udite!

Partorire a domicilio significa avere il primo incontro col bimbo in un ambiente armonioso di intime mura domestiche, e non per questo significa rischioso, è una nascita serena – per la donna e per il bambino – ma in Italia è (ancora) taboo.

Cicogna e parto a domicilio
Che vi piaccia onnò, la mia cicogna arriverà in casa!

ho scelto il parto a domicilio

Mi sento consapevole e determinata, è una scelta interiore e non giudico la donna che preferisce l’ospedale.

La maggior parte della gente mi domanda col naso storto: “Ma si può??” si, si può. L’informazione è ancora poca in Italia. E le persone sono chiuse e convinte che sia pericoloso – tipo i miei suoceri d’antiquariato.

L’ospedale deve essere vicino e le ostetriche in ogni modo avviseranno un’ambulanza.

Numerosissime ricerche dicono: sì, il parto in casa è sicuro almeno quanto quello in ospedale ed è più sicuro per quanto riguarda la morbilità, in quanto produce meno interventi, complicanze e soprattutto molto meno parti cesarei.

Pancia donna incinta
Bambino in arrivo

Perché la scelta del parto in casa?

In generale, possiamo dire che le donne che partoriscono in casa hanno maggiore fiducia nel proprio corpo, nei naturali processi del corpo e si sentono maggiormente autonome nel prendere decisioni, anche in altri ambiti della propria vita.

Si tratta infatti di prendere decisioni e fare scelte controcorrente, che fanno paura alla società, che non sono conosciute nella maggioranza dei casi, e si viene spesso considerate delle “pazze incoscienti”.

La scelta di partorire al proprio domicilio rappresenta un’opzione ancora più sicura, perché il rispetto dei tempi individuali della partoriente permette di evitare medicalizzazione inutile, e quindi se vogliamo è più facile che tutto fili liscio quando si rimane a casa.

Ovviamente, se ci sono le condizioni di rispetto della fisiologia.

(Fonte: Lucia di www.mammapermamma.eu/)

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